Con la fine di febbraio sono terminati i lavori di taglio del legname all’interno del bosco Baredi-Selva di Arvonchi. La popolazione Muzzanese, che in base all’uso civico gode del diritto di taglio del bosco per il recupero di legna da ardere, ha da qualche settimana concluso le attività, rispettando i termini previsti dalle normative che tutelano la nidificazione dell’avifauna.
Come ogni anno, tra la fine di dicembre e gli ultimi giorni di febbraio il bosco si è popolato di boscaioli muzzanesi, non professionisti, che hanno eseguito le operazioni di taglio usando attrezzature e modalità molto meno impattanti rispetto a quelle normalmente usate da ditte specializzate.
Il Piano di Gestione Forestale redatto da professionisti, supervisionato e approvato dagli uffici dell’Ispettorato Forestale, regolamenta tutte le operazioni.
In questa stagione fredda appena conclusa l’intervento selvicolturale ha seguito una doppia finalità: il ripristino del sentiero interno “strade capasse”, devastato dagli eventi atmosferici di luglio 2023, e il taglio a ceduo matricinato nella particella 11A nella presa “coronata di sopra”.
Il ceduo matricinato prevede che dopo il taglio si lascino un certo numero di piante mature per unità di superficie. Queste hanno la funzione di produrre dei semi dai quali si svilupperanno delle piante che dovranno sostituire le ceppaie ceduate, che si esauriscono dopo un certo periodo.
Le piante destinate alla produzione di seme, che consentono di garantire la variabilità genetica, sono dette matricine ed il bosco con questa forma di gestione è detto bosco matricinato.
Dalle ceppaie ceduate invece originano un numero elevato di polloni che si accrescono in fretta dando origine a piante che vivono meno a lungo di quelle nate da seme. Nella Bassa Pianura friulana l’intervento di sfoltimento allo scopo di favorire la crescita dei migliori polloni altrimenti compromessa dall’eccessiva concorrenza viene chiamato “sveglo”.
S.R.





