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Briofite

I magnifici 7

Pensate che all’interno del Comune di Muzzana del Turgnano sono stati individuate al momento, tra muschi ed epatiche, ben 7 specie appartanenti alla Lista Rossa delle Briofite d’Italia

Con le sue 100 specie risulta interessante la flora briologica dei boschi.
Le briofite sono piante molto piccole per la mancanza di un sistema vascolare, esse quindi assorbono l’acqua per capillarità attraverso tutta la superficie della pianta.
Sono divise in tre gruppi Bryophyta (muschi), Marchantiophyta (epatiche), Anthocerotophyta (antocerote).
Tale divisione è dovuta principalmente dalle caratteristiche morfologiche macro e microscopiche.
Nei muschi possiamo infatti osservare rizoidi (una sorta di piccole radici con funzione prevalentemente di ancoraggio) pluricellulari, una frequente disposizione spiralata delle foglie su fusticini e rami, una capsula con denti attorno alla bocca.
Le epatiche invece possono avere un corpo piatto (tallo), allungato, con lobi che vive attaccato al substrato attraverso rizoidi unicellulari, oppure possono presentare un aspetto foglioso ma senza una vera e propria distinzione tra fusto e foglie. Le cellule delle epatiche presentano inoltre corpi oleosi.
Le antocerote presentano un corpo talloso ma differiscono dalle epatiche per la mancanza dei corpi oleosi nelle cellule e non vi sono scaglie nella pagina inferiore del tallo.

Ad oggi, per i boschi di Muzzana, risultano censite 83 specie di muschi e 17 di epatiche, alle quali se ne aggiungono rispettivamente altre 4 e 2 presenti in aree più soggette ad azione antropica.
Mancano completamente le antocerote.
Il primo contributo sull’argomento uscì nel 1999 ad opera di Francesco Sguazzin. Le ricerche proseguirono poi per diversi anni con l’aiuto di Renzo Casasola, portando ad un notevole incremento dei taxa segnalati attraverso varie pubblicazioni.
Sebbene a prima vista possano sembrare insignificanti, le briofite hanno un ruolo ecologico importante quanto quello della vegetazione superiore.
Fotosintetizzano utilizzando CO2 come le altre piante verdi, ospitano un gran numero di microrganismi e piccoli invertebrati come rotiferi, tardigradi, ragni, acari, millepiedi e crostacei. Sono inoltre utili a biomonitorare le fluttuazioni climatiche e i livelli d’inquinamento. Una divisione del regno vegetale che merita non meno attenzioni delle piante vascolari.