A caccia di emozioni con lo sguardo all’insù

23.02.2026

In questo periodo dell’anno, mentre si passeggia all’aperto, non è difficile imbattersi in vociferi stormi di grandi uccelli che volano in formazioni a cuneo o che, talvolta, si fermano per una sosta nei campi.

Si tratta delle gru (Grus grus), uccelli di grandi dimensioni della famiglia dei Gruidi. La gru può raggiungere oltre il metro di altezza e ha una apertura alare intorno ai 2,5 metri. La specie non è più nidificante in Italia da almeno i primi decenni del novecento; le ultime nidificazioni si sono verificate in Veneto. Tuttavia, nel periodo migratorio le gru transitano massicciamente attraverso il nostro paese, e sono sicuramente in aumento numerico a partire dagli anni 90, evidentemente per i buoni risultati riproduttivi di questi ultimi decenni.

Attualmente la specie è nidificante nell’Europa centrale, in Gran Bretagna, in Scandinavia ed ad est fino alla catena dei monti Urali. Le coppie si formano all’inizio della primavera ed il nido, composto da materiale vegetale, viene costruito a terra. La covata, una sola, avviene tra maggio e giugno. La gru nidifica prevalentemente in torbiere, brughiere e zone umide. Durante la nidificazione la specie ha un comportamento piuttosto schivo e timido.

Alla fine della stagione riproduttiva la gru inizia una migrazione autunnale (tra settembre e novembre) alla ricerca di cibo, in questo periodo, ed in quello successivo di svernamento, diventa gregaria, formando gruppi anche di centinaia di individui.

Due sono le rotte migratorie principali:

1) Una prima rotta parte dai siti riproduttivi del Nord Europa e dell’Europa centrale, attraversa l’Europa occidentale, fino a raggiungere le aree di svernamento di Francia, Spagna, Portogallo e Marocco;

2) Una seconda rotta parte dai siti di nidificazione dell’Europa orientale e si dirige a sud raggiungendo il Parco Nazionale di Hortobagy in Ungheria e a partire da settembre, fino a novembre, prosegue verso i quartieri di svernamento africani del Mediterraneo, compresi quelli del sud Italia.

La migrazione primaverile avviene tra febbraio ed aprile.

La specie è praticamente onnivora, si nutre prevalentemente di vegetali quali radici, tuberi, germogli, foglie, bacche, semi di piante acquatiche, erbe, piante coltivate, ghiande, legumi e granaglie, ma anche di molluschi, insetti, anfibi, rettili, pesci e mammiferi. Si ciba sia sul terreno che in acqua.

GG

Bibliografia:

Attenbourogh D., Perrins C, Uccelli d’Italia e d’Europa, 1987

Brichetti P., Cagnolaro l., Spina F. Uccelli d’italia, 1986

Svensson L. Guida degli uccelli d’Europa, Nord Africa e vicino Oriente, 2009

 

Siti di riferimento:

lipu.it

Uomoenatura.it

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