flora

 

insetti

 

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I boschi di Muzzana costituiscono un importante “scrigno” di biodiversità anche per la presenza di una grande varietà di insetti. Nei boschi, infatti, si mantiene in sostanziale equilibrio con la vegetazione un’entomofauna ricca di specie viventi a carico della sostanza organica primaria prodotta dalle numerose specie arboree e arbustive. Si tratta di insetti appartenenti perlopiù ai tre grandi ordini dei Lepidotteri, Coleotteri ed Imenotteri.
I lepidotteri annoverano alcune banali specie di defogliatori (Tortrix viridana, Lymantria dispar, Operophtera brumata, Euproctis chrysorrhoea ed altre) le cui larve sono piuttosto comuni nei mesi di maggio e giugno sulle querce ed altre latifoglie.
Passeggiando al margine dei boschi o nelle immediate vicinanze si possono facilmente incontrare numerose altre specie diurne, alcune tipicamente forestali, tra cui Gonepteryx rhamni, Apatura ilia, Limenitis camilla, Argynnis paphia, Pararge aegeria, Maniola jurtina. Altre, più rare e protette come nel caso di Zerynthia polyxena e Lycaena dispar, si possono rinvenire abbastanza comunemente lungo le sponde del Cormor e sugli argini lagunari.
Tra i Coleotteri, oltre ad una vasta schiera di specie che rodono le foglie di alberi ed arbusti (Phyllobius sp., Polydrusus sericeus, Galerucella luteola, Agelastica alni, Apoderus coryli, Melolontha melolontha tra le specie più comuni), meritano una citazione particolare gli xilofagi, in special modo quelli appartenenti alle famiglie dei Curculionidi e dei Cerambicidi, sia per l’importanza che ricoprono nei processi di riciclaggio dei residui legnosi sia perché costituiscono la principale fonte di alimentazione per diversi uccelli, tra i quali ad esempio i picchi.
A questa categoria si può ascrivere anche il cervo volante (Lucanus cervus), uno dei pochi insetti che, per la sua mole e per il suo singolare aspetto, è noto anche al pubblico meno specializzato; questo magnifico coleottero, la cui larva vive nel legno di quercia in decomposizione, è divenuto ovunque sempre più raro ma è ancora ben rappresentato in questi boschi, ove colonizza soprattutto le ceppaie marcescenti delle matricine di farnia.
Fra le specie di particolare significato naturalistico presenti nei boschi di Muzzana va inoltre segnalato Gasterocercus depressirostris, una rara specie di curculionide legata alla presenza di querce. In molte aree europee la specie è estinta localmente, per la distruzione o la forte alterazione degli habitat idonei, tanto che la sua presenza viene spesso considerata come indicatrice di foresta primaria.
Tra i Coleotteri infine si segnalano diverse specie di Carabidi: il loro interesse ecologico è legato da un lato al loro ruolo di predatori di insetti dannosi alle colture, dall’altro alla loro distribuzione fortemente condizionata dai parametri microclimatici, a tal punto che si possono determinare casi di estinzione locale in caso di forti sconvolgimenti della copertura arborea e dell’umidità del suolo.
Tra gli Imenotteri osserviamo varie specie di Cinipidi (Cynips quercus, Neuroterus sp.), responsabili della formazione di evidenti galle sulle foglie e sui giovani rami di farnia, Vespidi appartenenti ai generi Vespa, Vespula e Polystes e numerosi Apidi selvatici.
Infine si evidenzia la presenza di alcune specie di Ditteri tipici delle zone umide, tra cui le zanzare forestali del genere Aedes, e di alcuni Tabanidi (gen. Tabanus e Chrysozona) comuni soprattutto nelle radure e nelle zone marginali.

Fabio Stergulc, tratto dal volume “Boschi di Carlino, aspetti naturalistici e di tutela ambientale”, edito nel marzo 1990 con il patrocinio del Comune di Carlino (Litografia Extralito, UD). Il testo, pur riferendosi specificatamente ai Boschi di Carlino, ha valenza più ampia e pertanto può riferirsi a tutti i boschi planiziali (“Querco-carpineti”) dalla Bassa Pianura Friulana.