anfibi

 

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I boschi di Muzzana, grazie alla loro particolare connotazione idrografica, sono in grado di ospitare molte specie di anfibi.
Gli anfibi più comuni dei boschi planiziali, così come delle zone risorgive, sono le rane verdi che frequentano le acque stagnanti; esse sono rappresentate da due specie: la rana dei fossi (Pelophylax lessonae) e la rana verde minore (Pelophylax esculentus).
Nelle acque stagnanti vivono inoltre due specie di tritoni: il tritone punteggiato meridionale (Lissotriton vulgaris meridionalis) ed il tritone crestato italiano (Triturus carnifex). Quest’ultimo è incluso negli allegati della Direttiva Habitat come specie di interesse comunitario.
Ai margini dei boschi e delle boscaglie è presente la raganella italiana (Hyla intermedia), una specie endemica italiana che si distingue per la capacità di arrampicarsi sugli alberi e sulla vegetazione con l’aiuto di particolari dischi adesivi presenti sulle dita.
Sono inoltre presenti il rospo comune (Bufo bufo) e due specie di rane rosse: la rana agile (Rana dalmatina) e la rana di Lataste (Rana latastei).
Quest’ultima è una specie endemica della pianura padano-veneta, ma la sua presenza è confermata anche nell’Istria nord-occidentale; a causa dellla riduzione e della frammentazione degli ambienti umidi questa specie è stata inserita negli allegati della Direttiva Habitat come specie di interesse comunitario e nella Lista rossa degli animali d’Italia come specie in pericolo.
Per le stesse ragioni viene riportato in queste liste, tra le specie da salvaguardare, anche l’ululone dal ventre giallo (Bombina variegata), che frequenta per deporvi le uova le acque stagnanti e le pozze temporanee che si formano dopo le piogge. A causa delle elevate temperature che si sviluppano in questo particolare microhabitat, lo sviluppo delle uova e dei girini è molto rapido. Curioso è il comportamento antipredatorio che gli adulti di questo piccolo anfibio hanno sviluppato: in caso di pericolo mostrano rapidamente il ventre giallo e nero spaventando il predatore.
Tra gli anfibi va citato anche il pelobate padano (Pelobates fuscus insubricus), una sottospecie endemica del Nord Italia; lungo circa 5-6 cm e simile ad un piccolo rospo, la sua caratteristica distintiva è la pupilla elittica verticale. Un tempo piuttosto comune, oggi invece è molto raro ed è scomparso dalla maggior parte della pianura padano-veneta a causa della restrizione degli ambienti umidi; la sua presenza all’interno dei boschi planiziali è ancora da confermare. È incluso nella Direttiva Habitat come specie di interesse comunitario prioritaro, il che comporta l’obbligo degli stati membri dell’Unione europea di tutelare in modo particolare gli ambienti in cui vive.
Tutte le specie di anfibi presenti sul territorio regionale, ad eccezione delle specie esotiche introdotte dal uomo (alloctone), sono tutelate dalla Legge Regionale 9/2007 e dal relativo regolamento.

 

 

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